Viaggio nelle sorprese dell’Inferno e del Purgatorio di Dante

Una carrellata fra alcuni canti meno noti al grande pubblico, ma fra i più belli della Divina Commedia e anche di notevole attualità, commentati con freschezza e simpatia e poi declamati a memoria.

Varie curiosità e sorprese che la scuola, per fortuna, non è riuscita a rovinarci.

Per esempio, scoprirete in quale punto Dante si chiede se sia in grado o meno di scrivere tutto il poema e sta addirittura per ripensarci, e con quale percorso riesca a “sgridarsi da solo” per esser stato così vile, e ritrova il coraggio per affrontare l’impresa.

O ancora, il punto in cui Virgilio lascia Dante, sparendo di soppiatto mentre lui non se ne accorge. O l’apparizione di Beatrice e che comportamento tiene, al posto di sorridere angelicamente, come Dante si era immaginato sino a quel punto, e noi con lui.

Il punto dove compare il nome di Dante, e dove lui si giustifica col lettore; ancora i versi scritti in una lingua diversa dal volgare fiorentino, lingua di tutto il poema: chi li pronuncia e cosa significano, e varie scene comiche o surreali, che Dante è riuscito a rendere con una vividezza quasi cinematografica, utilizzando sempre e solo il rigido metro dell’endecasillabo con rima incatenata.

Oserà presentarci tutto questo Emanuele Preda, che nella vita non fa il Dantista, ma è un dilettante (molto) appassionato della Divina Commedia.

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